Io sono nato libero,
e ci ci avete provato
con i dogmi e le credenze,
e ci state provando con le catene
di amori dal copione troppo scritto
Scusami ma non voglio farmi del male,
devo solo andare
per altre strade per altre vie
ancora alla ricerca di te
sapendo di averti trovata persa
presa e, poi, lasciata.
Tutta la mia libertà è uno scarto laterale
un cogliere in fallo la vita,
analizzare e scappare.
Non c'è verità a cui crederò
senza aver prima spergiurato
non più un amore senza averlo tradito
assaporerò tutto il gusto di un rifiuto
acclamerò i giorni della malinconia
e le notti in cui il bicchiere
mi costringerà al suo delirio
di dimenticanza
Mi farò tentare da tutti i sensi di colpa,
da tutti i divieti di sosta.
Io sono libero, ed ogni volta
che mi avete recluso
ogni volta che ho smesso i miei panni
ho incontrato i vostri favori,
ed ho riacceso i miei malumori.
Io sono una forza che trascina
un bambino che smonta
e rimonta i pezzi delle proprie strutture
dele proprie malattie.
Un eremita disilluso,
inibito fino a sembrare sfrontato,
compresso fino a sembrare scoppiato.
Sono un'epidemia della memoria
che ti costringe a dimenticarmi
a reinventarmi a conoscermi ogni giorno.
Per cento mesi che mi odierai
per mille ore che non mi vorrai
ci sarà sempre quel momento,
quell'istante
in cui sarò per te il tutto
e proprio in quell'attimo, di nuovo,
me ne andrò.
mercoledì 24 giugno 2009
mercoledì 21 gennaio 2009
Svagatezza
Oltre tutto questo parlare
Oltre tutto questo prendere e buttare
Oltre le strategie per allungare o tagliare
Oltre la pioggia che sbatte sul vetro
Oltre le mie carte ed il camino che scoppia,
c’era altro.
Un abbraccio timido e svagato
Un caffè caldo che borbotta in cucina,
Il profilo del tuo corpo disteso
a guardare il fuoco.
C’era altro.
ed io continuavo a cercare
L’ancora, il principio, la ragione,
E non vedevo i tuoi occhi
che sapevano la mi fuga.
Stenditi ancora con me.
Un’ultima volta.
Sì, c’era altro.
Mentre prendevo il cappello
e sparivo nella pioggia.
Oltre tutto questo prendere e buttare
Oltre le strategie per allungare o tagliare
Oltre la pioggia che sbatte sul vetro
Oltre le mie carte ed il camino che scoppia,
c’era altro.
Un abbraccio timido e svagato
Un caffè caldo che borbotta in cucina,
Il profilo del tuo corpo disteso
a guardare il fuoco.
C’era altro.
ed io continuavo a cercare
L’ancora, il principio, la ragione,
E non vedevo i tuoi occhi
che sapevano la mi fuga.
Stenditi ancora con me.
Un’ultima volta.
Sì, c’era altro.
Mentre prendevo il cappello
e sparivo nella pioggia.
Teleologia
Si fa notte in quest’ora
d’ambra e turchese,
In questo quasi buio
salgo le scale di una vita nuova
una strada di oblio
di dimenticanza
di storie e di lontananza
dopo mesi che gettavo la carta
impregnata di segni
di parole senza una meta.
Ritrovare un fine.
Un amore bisognerebbe averlo
Almeno per sapere su cosa si piange,
almeno per sapere anche perderlo.
Una giornata sfila nella corsa
Della vernice nuova sul palazzo
Nella stilografica che lascia
Gocce e tracce sul foglio.
Io ti vorrei per quello che sei,
Che si abbia ancora a sporcare
Il polsino della camicia.
Oggi si alza un grido di rabbia e voglia,
un canto di mesi e stagioni
Che segue il filo che ci ha
condotti fino a questa svolta
a questa sera ed ai miei parlare e parlare
a questa brezza ed a quella curva
che schiude d’improvviso un braccio di mare
d’ambra e turchese,
In questo quasi buio
salgo le scale di una vita nuova
una strada di oblio
di dimenticanza
di storie e di lontananza
dopo mesi che gettavo la carta
impregnata di segni
di parole senza una meta.
Ritrovare un fine.
Un amore bisognerebbe averlo
Almeno per sapere su cosa si piange,
almeno per sapere anche perderlo.
Una giornata sfila nella corsa
Della vernice nuova sul palazzo
Nella stilografica che lascia
Gocce e tracce sul foglio.
Io ti vorrei per quello che sei,
Che si abbia ancora a sporcare
Il polsino della camicia.
Oggi si alza un grido di rabbia e voglia,
un canto di mesi e stagioni
Che segue il filo che ci ha
condotti fino a questa svolta
a questa sera ed ai miei parlare e parlare
a questa brezza ed a quella curva
che schiude d’improvviso un braccio di mare
Suono di stagioni
Il canto della lontananza
Disperde lo spazio ed il tempo,
eri tu, qui, ieri o altrove.
Fermi di fronte ad una vetrina
ridevamo senza pensare.
Oggi ricordo ancora ogni tua parola,
mentre vanno nell’oblio
libri, stagioni, anni e malanni,
Di tanti occhi solo i tuoi rivivono ogni notte
incastrati nel ghiaccio di un sorriso.
Se mi guardo indietro oggi
Vedo le mie orme sulla neve
e portano di nuovo a te.
Disperde lo spazio ed il tempo,
eri tu, qui, ieri o altrove.
Fermi di fronte ad una vetrina
ridevamo senza pensare.
Oggi ricordo ancora ogni tua parola,
mentre vanno nell’oblio
libri, stagioni, anni e malanni,
Di tanti occhi solo i tuoi rivivono ogni notte
incastrati nel ghiaccio di un sorriso.
Se mi guardo indietro oggi
Vedo le mie orme sulla neve
e portano di nuovo a te.
lunedì 5 maggio 2008
Precaria è la notte
Non c’era una strada
nel buio della notte
ignota,
così amica, così assoluta,
abbraccio di una madre,
nave lontana persa alla vista.
Si spegnevano
nel buio della notte
ignota,
così amica, così assoluta,
abbraccio di una madre,
nave lontana persa alla vista.
Si spegnevano
le turbolenze
l’amore e la voglia
la mia smania di fare
i dubbi e le credenze.
Tutto, d’improvviso,
si faceva pensiero
ripiegato,
incastrato,
perso
nell’abbandono di
una lunga storia di nulla,
strutturata rimozione.
E non c’era bastone
che reggesse la debolezza
e non c’era parola
che spezzasse l’oblio
e non c’era paura di restare,
ma terrore di tornare.
E, poi, un tiepido vento
ed un accecante
lasciarsi andare.
sabato 19 aprile 2008
La porta di casa
Aprono e chiudono le porte,
del nostro tempo insieme
gli attimi che ho detto sei mia
le ore che ho pensato ti ho persa.
Arriverà ed io l’aspetto
Salirà e io la vedo
Scenderà la notte un’altra volta
Sulla mia scrivania piena di
Carte e vestiti sui miei pensieri
Così lontani ed eterei.
Se avessi pensato meno
se ti avessi seguito
fuori dalla porta della mia incoerenza
così densa così ingiustificata.
Ed ora un altro cassetto da riempire
Altre labbra a cui bussare
Altra vita da tradire.
Aprono e chiudono le porte
Gli amori sperati avuti cercati
E persi, dispersi rimangono
I miei desideri sopiti in una notte.
Schiacciati dal passare distratto
Dei passati non finiti.
Gli amori che passano la notte fuori.
gli amori che ho deciso di non costruire
quelli che continuano a non finire.
Non sbattono la porta, gli amori
la chiudono piano,
e salutano con la mano.
del nostro tempo insieme
gli attimi che ho detto sei mia
le ore che ho pensato ti ho persa.
Arriverà ed io l’aspetto
Salirà e io la vedo
Scenderà la notte un’altra volta
Sulla mia scrivania piena di
Carte e vestiti sui miei pensieri
Così lontani ed eterei.
Se avessi pensato meno
se ti avessi seguito
fuori dalla porta della mia incoerenza
così densa così ingiustificata.
Ed ora un altro cassetto da riempire
Altre labbra a cui bussare
Altra vita da tradire.
Aprono e chiudono le porte
Gli amori sperati avuti cercati
E persi, dispersi rimangono
I miei desideri sopiti in una notte.
Schiacciati dal passare distratto
Dei passati non finiti.
Gli amori che passano la notte fuori.
gli amori che ho deciso di non costruire
quelli che continuano a non finire.
Non sbattono la porta, gli amori
la chiudono piano,
e salutano con la mano.
venerdì 21 marzo 2008
Victime pascali - Sabato Santo
Cambia il tempo.
L’aviere che non ha mai volato
parla della pressione che sarà alta,
e del mare che sarà mosso,
e del tasso che sarà variabile.
La divisione dei pani e dei pieni
è gestita con un autonomia e rispetto
dopo l’aperitivo ed il caffè scorretto.
La prima casa è la prima cosa.
la prima cosa è la priorità,
la priorità non è l’unica cosa.
Il fatto è singolare, l’informazione plurale
majestatis.
Si coalizzano le coalizioni
si impastano le colazioni
si rettifica la svista
si partorisce la lista,
il dado è ritratto ed il programma redatto,
con il plauso degli esenti
le lamentele degli inquirenti ed
i ricordi degli incoerenti.
Si manifestano cordogli per
gli imbrogli durante gli spogli.
Nei cieli finalmente liberi
si librano livree svendute a credito,
sul libro paga del lecitamente licenziato
viene impressa la causa
giusta e giustificata.
Nel vicino ipermercato l’ansia
scorre sul carrello vuoto,
il percorso per la salvezza è ben segnalato
per il cliente registrato.
Le offerte salvano, la cassa redime.
La piaga dei prezzi si abbatte,
le cavallette a pezzi,
hanno alzato bandiera bianca,
gli stipiti di ogni casa sono tinti di rosso
l’angelo della morte con aria stanca
è rinchiuso nella sua stanza.
L’agnello sull’altare è pronto al sacrificio,
in attesa di panatura.
Giornata di distacco e fregatura
I sepolcri sono pieni
solo posti in piedi.
C’è chi si guarda morire,
c’è chi sceglie il silenzio
c’è chi sta sull’attenti
c’è chi beve in compagnia
c’è chi è un ladro e chi una spia.
L’aviere che non ha mai volato
parla della pressione che sarà alta,
e del mare che sarà mosso,
e del tasso che sarà variabile.
La divisione dei pani e dei pieni
è gestita con un autonomia e rispetto
dopo l’aperitivo ed il caffè scorretto.
La prima casa è la prima cosa.
la prima cosa è la priorità,
la priorità non è l’unica cosa.
Il fatto è singolare, l’informazione plurale
majestatis.
Si coalizzano le coalizioni
si impastano le colazioni
si rettifica la svista
si partorisce la lista,
il dado è ritratto ed il programma redatto,
con il plauso degli esenti
le lamentele degli inquirenti ed
i ricordi degli incoerenti.
Si manifestano cordogli per
gli imbrogli durante gli spogli.
Nei cieli finalmente liberi
si librano livree svendute a credito,
sul libro paga del lecitamente licenziato
viene impressa la causa
giusta e giustificata.
Nel vicino ipermercato l’ansia
scorre sul carrello vuoto,
il percorso per la salvezza è ben segnalato
per il cliente registrato.
Le offerte salvano, la cassa redime.
La piaga dei prezzi si abbatte,
le cavallette a pezzi,
hanno alzato bandiera bianca,
gli stipiti di ogni casa sono tinti di rosso
l’angelo della morte con aria stanca
è rinchiuso nella sua stanza.
L’agnello sull’altare è pronto al sacrificio,
in attesa di panatura.
Giornata di distacco e fregatura
I sepolcri sono pieni
solo posti in piedi.
C’è chi si guarda morire,
c’è chi sceglie il silenzio
c’è chi sta sull’attenti
c’è chi beve in compagnia
c’è chi è un ladro e chi una spia.
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